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Blue morpho Butterfly, dipinto su seta di Daniel Jean-Baptiste (click on the pic for info & artworks)

Diceva Agatha Christie che un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova.
Nel caso di oggi, il primo indizio era uno scritto di Gramellini, custodito nell’archivio di annotazioni da cui traggo spunto per i miei Fiori Gialli.
Un brano che parla di Alessandro Baricco citando, fra le sue opere, I barbari.

Il mio apprezzamento per Baricco è cosa nota, proprio de I barbari avevo già avuto modo di cantare le lodi in una precedente occasione. Il pezzo di Gramellini, che a ogni rilettura mi sento di condividere un po’ di più, mi avrebbe prima o poi offerto lo spunto per rendere nuovi omaggi a un autore che apprezzo molto, attraverso ciò che scrissi tempo fa a un’amica a proposito di Seta. Che è un romanzo breve costruito con apparente semplicità, frasi di due o tre parole, a un primo approccio potrebbe sembrare quasi un lavoro scolastico. Ma poi si rivela un piccolo scrigno di poesia, di ironia, di esplicita sensualità. Pur rimanendo in apparenza una cosa semplice.
Ma chi l’ha detto che la semplicità non possa rivelarsi raffinata? 🙂

Poi è arrivato il secondo indizio. Mentre recuperavo un po’ di letture arretrate sul blog Il canto delle muse, un riferimento alla voce “articoli collegati” mi ha indirizzato a un post meno recente. In cui Daniela, autrice del blog e prodiga divulgatrice di immagini e recensioni artistiche, componimenti poetici di propria mano, buona musica e tante altre cose belle, aveva riportato una lettera d’amore tratta proprio da Seta. Giusto a proposito di sensualità.

Il terzo indizio non si è fatto attendere molto, ed è spuntato fuori sempre grazie a Daniela: il reblog di un’intervista a Baricco in merito all’esperienza della Scuola Holden di Torino, da lui co-fondata e diretta al fine di insegnare l’arte della narrazione.

A quel punto ho avuto la prova. La prova che questo post s’aveva da scrivere, non poteva più aspettare. E che andava scritto in questo modo, unendo fra loro i vari spunti nel luogo in cui sono apparsi o nel quale era giusto collocarli. Tenendoli legati da un unico, sottile e prezioso filo di seta.

Dunque ho scelto di partire da qui, cioè dal mio spazio virtuale dedicato alle arti, agli autori e ai personaggi, scegliendo come immagine di accompagnamento un dipinto realizzato su seta (non poteva essere altrimenti).

Il pezzo di Gramellini su Baricco si trova invece qui:

https://novefiorigialli.com/2016/11/19/fioregiallo-n-28-o-della-raffinata-semplicita/

A seguire, l’estratto di Seta proposto su Il canto delle muse:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2014/08/20/lettera-damore-tratta-dal-romanzo-seta-di-alessandro-baricco/

Dopo il quale, non vi sarà difficile immaginare perché abbia scritto ciò che ho scritto a una cara amica, ormai diversi anni fa, e che ho scelto di riproporre come farina del mio alter ego letterario:

https://hazenmavi.com/2016/11/19/silk/

Infine, come degna conclusione di questo percorso, una gradevole chiacchierata con l’Autore medesimo:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2016/09/20/intervista-ad-alessandro-baricco-reblog/

E questo è quanto. Ma mi restano da fare ancora due cose.
La prima, ringraziare Daniela per le sempre varie, piacevoli e stimolanti proposte del suo blog 🙂
La seconda, augurarvi buona lettura. E mi raccomando, seguite il filo di Seta!

 

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